La luminosa rivoluzione dei led

La luce e il suo straordinario viaggio tecnologico verso scenari innovati che ne migliorano le prestazioni, ne ripensano il contesto e ne riducono straordinariamente i consumi. Ce lo ha raccontato Loris Battel, Customer Service & Marketing  e cofondatore di DOMUS Line SRL.

 

Dottor Battel, partiamo dall’inizio: che cosa è un led?

Led è un acronimo per  light emitting diode, ossia un diodo a emissione luminosa. E’ costruito con un minerale, il silicio, che offre innumerevoli vantaggi rispetto alle tradizionali fonti luminose. Stiamo parlando di un sistema d’illuminazione digitale, tutt’altra storia rispetto al tradizionale tubo fluorescente (neon), alla lampada alogena o alla comunissima lampadina a filamento (che sta scomparendo). Con l’introduzione dei led è davvero in atto una piccola grande rivoluzione  e per capirla fino in fondo  basta dare un’occhiata a come viene prodotto questo incredibile aggeggio.

Ci illumini allora…

La sua costruzione è decisamente più complessa  di una tradizionale sorgente luminosa. Si fonda sull’utilizzo del silicio, lo stesso minerale che sta alla base dei microprocessori dei computer. Opportunamente “drogato” con altri minerali, il silicio consente al diodo di produrre emissioni luminose visibili. Il silicio permette anche di contenere le dimensioni della sorgente luminosa (1 mm cubo o addirittura meno) distinguendosi dalla classica alogena decisamente più ingombrante.

Recuperare sulla dimensione è un bel vantaggio…

Fa parte della rivoluzione in atto. Il ridurre le dimensioni ha aperto alla possibilità di creare apparecchi fino a pochi anni fa irrealizzabili e quindi di procedere ad installazioni in luoghi prima inaccessibili.

Ma il silicio offre anche il vantaggio della temperatura media di esercizio. Mi spiego. Contrariamente all’alogena o alla classica lampadina che in piena funzione raggiungono un’elevata temperatura (un vero problema se vado ad inserirle in mobili o allestimenti infiammabili), i diodi hanno temperature molto basse e risolvono due problemi: azzerano il rischio d’incendiare superfici e rendono sicuro l’apparecchio in sé. Se sfioro un faretto alogeno con il polpastrello, mi ustioni, con il led no.  E poi lo smaltire in modo corretto la temperatura oggi diventa molto importante perché consente di intervenire su installazioni critiche.

Led ed efficienza  in che rapporto stanno?

Beh, quello dell’efficienza è uno dei punti di forza dei led e glielo dimostro subito. Con i led riduco il consumo energetico anche fino all’80% se comparato con il consumo delle lampade alogene e almeno del 50% in rapporto ai tubi fluorescenti. Tradotto in moneta: spenderò meno soldi in consumo energetico.

Ricapitoliamo: il led è piccolo, ha un’alta efficienza, consente di risparmiare denaro, ma qual è la sua vita media?

Chiariamo innanzitutto il concetto di vita media,  che in realtà poco si addice al nostro led. Si tende ad identificare la vita media presunta di una lampadina con la durata della sua luce, sempre al 100 per 100, che s’interrompe di colpo nel momento in cui si fulmina. Per i led la storia è diversa. Il diodo non ha quasi parti meccaniche che si possono rovinare, quindi, se alimentato in modo corretto, ha una vita che prevede il decadere nel tempo della sua luminosità, che è in funzione del decadimento delle proprietà elettrochimiche del silicio. Per farla semplice, il diodo non si spegne di colpo, ma nel suo ultimo giorno di vita avrà un’emissione luminosa vicina allo zero. Questo suo decadimento è graduale per il 70 per cento della sua vita; nel restante 30 per cento accelera, un po’ come accade per la vita umana, se mi passa il paragone. Quindi, quella che identificavamo come vita media presunta è la vita media operativa, in pratica la sua vita complessiva; l’ultimo 30 per cento ci interessa poco perché sotto il 70 – 80 per cento l’efficienza non viene più garantita, quindi il led va sostituito prima. Tradotto in cifre, la vita media operativa di un led è almeno 15 volte superiore rispetto ad un’alogena e 5-6 volte maggiore di un neon.

Per dirla in ore?

Un’alogena vive 2000 ore, un neon da 4-5000 ore fino a 15.000 per quelli più performanti), un faretto a led basico  30.000 ore (anche se ci sono modelli che possono arrivare a 50-60.000 ore) Se, nella peggiore delle ipotesi, un faretto rimane acceso per 11-.12 ore al giorno, come può accadere in un’esposizione di mobili, vivrà 10-11 anni, contrariamente ad un faretto alogeno che dovrò cambiare dopo soli 8 mesi.

Altri vantaggi di questa rivoluzione?

Beh, c’è tutta la sfera dell’illuminazione emozionale che utilizzando i led può creare davvero meraviglie. Qui si usa la tecnologia RGB (Red-Green-Blue), già utilizzata per la costruzione degli schermi televisivi  e dei pc. Ci sono molti apparecchi in commercio che consentono di realizzare illuminazioni emozionali in negozi, pub, dancing; con costi limitati possiamo declinare effetti luminosi in molte applicazioni. Ma il top lo raggiungiamo con la tecnologia Tunable White.

Cosa sarebbe questa diavoleria?

Ci serve per il controllo dinamico della luce. Deve sapere che il diodo in origine emette luce blu. Per far virare la luce dal blu al bianco depositiamo fosforo nella parte superiore del diodo. Questo bianco può avere toni più caldi o più freddi, o neutrali. (natural white). Con la Tunable White io posso, grazie ad un telecomando, regolare il tono della luce del diodo optando per luce calda, fredda o neutra. Come Domus Line abbiamo un paio di collezione che la prevedono come la Metris. L’intenzione è di estendere questa configurazione a prodotti di illuminazione lineare.

Dottor Battel c’è un altro acronimo che gira nell’ambiente, OLED se non sbaglio…

Sì, sta per Organic Led, significa che dalla materia prima “silicio” passiamo a materiali organici di sintesi. Questo tipo di led già esiste in commercio ma solo a determinate condizioni  e con costi non indifferenti.

Ma perché utilizzare  oled?

E’ la nuova generazione di led che nelle promesse dei produttori dovrebbe aprire a maggiori prestazioni  sia in termini di dimensioni ancor più ridotte che per quantità di luce emessa e tonalità. La frontiera da superare è riuscire a mettere a disposizione pellicole il cui spessore raggiunga la frazione di millimetro e che siano flessibile per creare superfici luminose da integrarsi con l’ambiente. Penso a tende luminose, tappeti luminosi, piastrelle che formino pareti luminose. Siamo ai primordi relativamente alle superfici, ad oggi non andiamo oltre un 15 X 15 centimetri, e il prezzo è ancora troppo elevato, 5 volte superiore al led tradizionale. Esistono però già prodotti di serie, Domus Line ne ha preparati un paio…

A proposito di costi, su che cifre viaggiano i led?

Fino a 5-6 anni fa  i led costavano 10 volte di più di un’alogena, oggi siamo scesi a 2 volte e mezzo, che potrebbe però tradursi in un rapporto 1:1 se consideriamo i vantaggi in termini di durata, di risparmio energetico e  di efficienza luminosa del led rispetto all’alogena.

Qual è il “led di punta” di Domus Line?

Sicuramente il prodotto più popolare è il METRIS, faretto classico, mentre quello che sul mercato europeo ha riscosso maggior successo in termini emozionali è lo SKATE, un apparecchio per installazione sottopensile integrato con un interruttore che ne regola l’intensità luminosa. A livello di mercato italiano invece abbiamo due prodotti che premiano il design tant’è vero che sono griffati Giuseppe Bavuso, si tratta del GOCCIA, un appendiabiti luminoso, e di ALA, una mensola luminosa che abbiamo presentato a maggio a Colonia e a ottobre al Sicam di Pordenone.

E del Call Me che mi dice?

Il Call Me fa parte della categoria accessori cui Domus Line dedica particolare attenzione. E’ un comando remoto, un interruttore wireless che sfrutta la tradizionale tecnologia, ma è pensato, contrariamente  ai comuni telecomandi che hanno forme seriali, per essere “incastrato” ad esempio in una tipologia d’arredo. E soprattutto mi consente con un solo tasto di accendere, spegnere o regolare a distanza le luci di un apparecchio.

Condividi:
Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on Pinterest